Sassicaia, Brunello e Chianti contraffatti, a rischio l’export verso la Cina

Di 3 novembre 2020Magazine, Toscana
Denominazione origine controllata

Da un’analisi istat relativa ai primi sette mesi del 2020 la Coldiretti Toscana ci mette a conoscenza di quanto le frodi rischiano di mettere in crisi le esportazioni di vino italiano.

Denominazione origine controllataQuesti dati emergono in seguito a un’indagine denominata “Geminus”, condotta dai carabinieri di Firenze con l’aiuto del Nucleo Anti Sofisticazioni di Padova, coordinati dalla procura di Pistoia.
I militari fiorentini sono riusciti a sgominare un traffico di vini toscani pregiati contraffatti come Sassicaia, Brunello di Montalcino e Chianti di importanti aziende vinicole toscane.
Dopo aver eseguito i decreti di perquisizione nei confronti di una società di import-export con sede in Italia e Cina, sono finite sotto indagini sette persone di nazionalità italiana e cinese con le accuse di per aver prodotto, imbottigliato e commercializzato vino con false denominazioni e utilizzando in etichetta caratteristiche grafiche che imitano marchi registrati e il design di bottiglie pregiate prodotte in Toscana.

A complimentarsi con l’arma dei carabinieri e la procura di Pistoia è proprio Coldiretti, che in una nota spiega quanto segue:

“Le frodi rischiano di dare il colpo di grazia alle esportazioni di bottiglie di vino italiano in Cina dove, dopo anni di costante crescita, sono praticamente dimezzate con un crollo del 44% nel 2020 anche per effetto dell’emergenza Covid.
Il gigante asiatico – sottolinea la Coldiretti – per effetto di una crescita ininterrotta della domanda è entrata nella lista dei cinque Paesi che consumano più vino nel mondo ma è in testa alla classifica se si considerano solo i rossi.
Le bottiglie italiane – precisa la Coldiretti – sono particolarmente apprezzate tanto da attirare l’attenzione del lucroso business del falso Made in Italy agroalimentare che nel mondo vale oltre 100 miliardi di euro.
Serve tolleranza zero sulle frodi che mettono a rischio lo sviluppo di un settore che è cresciuto puntando su un grande percorso di valorizzazione qualitativa che ha portato il vino italiano a raggiungere il record storico nelle esportazioni per un valore stimato in 6,4 miliardi nel 2019 ma che ora soffre le pressioni determinate dall’emergenza Covid con un calo del 3,3% nel 2020.
Le frodi – continua la Coldiretti – mettono a rischio un motore economico che con il vino ha generato oltre 11 miliardi di fatturato lo scorso anno e offre opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone.
Con una produzione di oltre 46 milioni di ettolitri nella vendemmia 2020 che conferma il ruolo di leader mondiale davanti alla Francia – conclude la Coldiretti – la produzione tricolore è destinata per circa il 70% a vini Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 % per i vini da tavola.”

Oltre a un problema economico la contraffazione crea un notevole danno d’immagine per il made in Italy.
Non è il primo caso di cui veniamo a conoscenza e probabilmente non sarà l’ultimo, un fatto è certo queste vicende fanno male al mondo del vino.
La storia ci ricorda di eventi negativi passati che hanno messo in crisi il settore vitivinicolo, dove con molta fatica e duro lavoro siamo riusciti a risollevarci.
Per questo dobbiamo continuare a mantenere alta la qualità dei nostri prodotti che fanno invidia a tutto il mondo e arginare questi episodi.

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