Vino IN-dipendente, la kermesse tutta al naturale

Di 27 gennaio 2020Lombardia, Magazine
Vino IN-dipendente

Ho partecipato all’edizione 2019 di Vino IN-dipendente e mi ha incuriosito molto.

Ho quindi pensato di rivolgere qualche domanda a Stefano Belli, patron della kermesse di Calvisano sui vini naturali.

Vino IN-dipendente2La manifestazione si terrà a Calvisano (BS) sabato due, dalle 11 alle 19 e domenica tre Febbraio dalle 11 alle 18, presso la Sala Polivalente Beata Cristina in Via S. Michele.

Nello specifico, Vino IN-dipendente raggruppa vignaioli che difendono l’integrità del proprio territorio attraverso una forte etica ambientale.

Vignaioli che producono vino con il minor numero possibile d’interventi in vigna e in cantina, attraverso l’assenza di additivi chimici e di manipolazioni innaturali da parte dell’uomo.

Produrre vino sostenibile significa agire nel pieno rispetto del territorio, conservando l’unicità dall’omologazione che chimica, tecnologia e industrializzazione hanno portato nelle aziende vitivinicole.

Lo scopo della manifestazione è promuovere il lavoro dei vignaioli che quotidianamente faticano a farsi sentire.

Nel corso della manifestazione saranno presenti più di sessanta produttori di vino, oltre di dieci artigiani del cibo da tutta la penisola e un ristoratore che preparerà piatti caldi.

Il pubblico, con un costo d’ingresso di 12 euro, potrà degustare e acquistare vino e prodotti alimentari direttamente dal produttore.

Vediamo cosa ci dice Stefano in merito a Vino IN-dipendente la manifestazione che coinvolge un intero comune e cosa pensa dei vini naturali:

Ciao Stefano,

_Cos’è per te Vino IN-dipendente?

Vino IN-dipendente è il mezzo per far conoscere al territorio il mondo del vino artigianale (vino che rispetta la nostra idea, regolamentato dal nostro progetto che si trova nel sito www.vinoindipendente.it) e le piccole realtà di vignaioli attendi all’ambiente e alla salute.

_Quale è lo spirito di questo evento?

Si vuole creare un gruppo di persone e produttori con l’interesse di capire il vino artigianale, spiegarlo e magari uniti riuscire a fare un regolamento nazionale con il supporto di associazioni e con il contributo di professionisti.

_Ci spiegheresti il gioco di parole che si nasconde nel nome Vino IN-dipendente?

Quando si conosce il vino fatto da vignaioli INDIPENDENTI/E che riportano il proprio territorio e stile di fare vino nel bicchiere, ti puoi innamorare del vino artigianale e diventare DIPENDENTE.

_Come è nato il progetto?

Proponendo all’amministrazione di Calvisano il progetto di poter comunicare il tema del vino artigianale, come vino fatto da vignaioli attenti all’ambiente e non solo.

_Quante persone collaborano per la realizzazione di questa manifestazione?

L’organizzazione è a mio carico, da quest’anno ho il sostegno di un validissimo amico nonché professionista Davide Micheletti (relatore ASPI), e il supporto della PRO LOCO di Calvisano. In totale operano in maniera parziale o a tempo pieno circa 10 persone.

_Come si organizza una manifestazione come Vino IN-dipendente?

Raggruppando con grande selezione i produttori che da anni hanno sposato la nostra causa e altri nuovi che vogliono iniziare un percorso con noi.

_Quali sono le aspettative per l’edizione 2020?

Un maggiore numero di visitatori e operatori di settore interessati a capire i vini presenti alla manifestazione, con la speranza che si avvicinino quanto più a questo mondo.

_Come sta crescendo questo evento nel corso delle edizioni?

Cresce ogni anno in presenze e migliora sempre di più la qualità dei produttori.

_Vuoi svelarci qualche anticipazione sui progetti futuri?

Stiamo ragionando per progetti molto interessanti, che scoprirete in futuro.

Parliamo di vini naturali:

_Ci si approccia a questi vini solo in base ai gusti oppure si va alla ricerca di qualcosa di “diverso”?

Ci si avvicina per i gusti ma anche per la consapevolezza che sono realtà agricole attente al territorio e nel produrre un prodotto il meno possibile manipolato.

_Pensi che a oggi, sia una “moda” oppure ci si spingerà sempre più verso la ricerca di vini meno convenzionali?

Ci sono coloro che cavalcano l’onda del naturale, ma sono convinto che con una forte collaborazione da parte di tutti gli attori di questa sfera si possa dare sempre maggiore spazio a questo comparto.

_Quale è stato il tuo approccio a questo “modo” tanto da spingerti a dedicargli un evento che coinvolge un intero paese?

La filosofia della sostenibilità che sposo nel quotidiano per far si che cambi il rapporto invasivo in agricoltura e non solo. L’attenzione alle questioni ambientali mi porta a farmi sentire nel mio territorio con azioni pratiche. Se porti avanti una manifestazione come Vino IN-dipendente bisogna portare attenzione al rispetto dell’ambiente e preservare la salute.

Grazie!

Un chiaro esempio di come una passione possa dare spunto di crescita in un mondo che ha tanto da raccontare e scoprire.

Non resta altro che augurare a Stefano, in questo caso, ma anche a tutti quei giovani che sposano una passione di poterla esprime al meglio.

Buon Vino In-dipendente a tutti!

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