Scheda tecnica

Una panoramica sulla storia e i numeri

Valessami enoici ritrovati nelle tombe, collocano la coltura della vite al tempo degli Etruschi. Quest’ ultimi davano particolare attenzione alla coltivazione delle uve in quanto il loro prodotto veniva usato nei riti sacri. Durante l’insediamento romano, trovarono un popolo già conoscente di questa coltura. Non si hanno più notizie per molti secoli a parte che anche in Umbria furono gli ordini ecclesiastici a mantenere viva la coltivazione della vite portandola a buoni livelli. Nel medioevo Sante Lancerio, bottigliere del papa, fece importare un gran quantitativo di vino umbro a Roma secondo i gusti del pontefice. Alla fine del XIX secolo prima dell’invasione fillosserica si viene a conoscenza della presenza del Sagrantino e del Sangiovese a Montefalco, e i rossi umbri si distinguevano per una sapidità e freschezza non comuni a quel tempo. Solo dopo gli anni ’30 si getteranno le basi per una viticoltura rinnovata che getterà le basi per le prime DOC.

Confini

OVEST: Toscana – Lazio
NORD: Toscana – Marche
EST: Marche
SUD: Lazio

Clima

Prevalentemente di impronta sub-meditteranea. Gli inverni non eccessivamente freddi ed estati calde, ventilate e asciutte. sopra i 600 metri si riscontrano forti escursioni termiche sia giornaliere che stagionali.

Denominazioni

DOCG: 2
DOC: 13
IGT: 6
DOP: 2
IGP: 12

Principali vitigni

Rossi: Sagrantino – Sangiovese – Merlot – Ciliegiolo – Montepulciano – Cabernet sauvignon

Bianchi: Trebbiano toscano – Verdello – Grechetto – Cannaiolo bianco – Malvasia bianca – Chardonnay – Trebbiano spoletino – Malvasia bianca lunga – Malvasia bianca di Candia

Morfologia

29% montagna, 71% collinare

Produzione

814 (hl/1000)

Superficie vitata

13.331 ettari

Produttori

121

I racconti

Vini, storie e ricette della tradizione regionale