Scheda tecnica

Una panoramica sulla storia e i numeri

Gli scavi archeologici della Val D’Isarco portarono alla luce delle anfore contenenti vinaccioli risalenti al 2000 a.c. Nell’età Romanica furono introdotte nuove tecniche e successivamente fu ampliato il patrimonio vinicolo. L’editto di Domiziano del ’92 d.c vietò la coltivazione nelle province esterne, costringendo il Trentino ad esportare i suoi vini verso nord. Nel Medioevo le coltivazioni continuarono grazie agli ordini monastici ed a partire dal ‘720 i più importanti monasteri di Baviera e Svevia acquistarono dei grossi appezzamenti di terreno per assicurarsi regolari forniture. Verso la fine del 1800 anche in Trentino comparvero l’Oidio, la Peronospora e la Fillossera. A Bolzano vennero scoperte le proprietà dello zolfo per trattare l’Oidio.

Confini

NORD: Austria OVEST: Svizzera SUD-OVEST: Lombardia SUD-EST: Veneto

Clima

Caratteri diversi da zona a zona, in base all’altitudine: a nord clima alpino, nelle zone centrali sub continentali ed a sud mediterraneo. Inverni freddi ed estati fresche e ventilate. Notevoli escursioni termiche sia giornaliere che stagionali.

Denominazioni

DOCG: 0
DOC: 8
IGT: 4
DOP: 4
IGP: 4

Principali vitigni

Rossi: Schiava grossa – Lagrein – Pinot nero – Schiava gentile – Teroldego – Marzemino – Cabernet sauvignon – Merlot – Lambrusco

Bianchi: Chardonnay – Muller Thurgau – Nosiola – Pinot grigio – Traminer aromatico

Morfologia

Interamente montuosa

Produzione

1140 (hl/1000)

Superficie vitata

15.446 ettari

Produttori

266

I racconti

Vini, storie e ricette della tradizione regionale