Scheda tecnica

Una panoramica sulla storia e i numeri

La vite veniva già coltivata prima della nascita di Roma. Il prodotto della vite veniva usato nelle offerte sacrificali e inizio ad essere gustato da varie tribù. Ciò porto ad un aumento di produzione e ad un miglioramento delle tecniche colturali. Seppur in continua espansione i vini laziali erano trattati con tecniche rudimentali, di conseguenza non tolleravano bene l’invecchiamento ed il trasporto. Nonostante la “lex Marciana” di Domiziano che limitava la produzione di vino e le invasioni barbariche la vite laziale riesce a resistere e a rifiorire nell’alto medioevo ad opera dei benedettini. Per avere una forte presenza dei vini laziali bisogna però attendere il 1923 quando la regina di Inghilterra si innamorò del frascati e lo volle nella cantina di corte. Purtroppo anche nel Lazio arrivo la fillossera e il vigneto laziale sarà costretto a rinnovarsi ulteriormente per sopravvivere puntando però sulla quantità piuttosto che sulla qualità.

Confini

NORD: Toscana – Umbria
OVEST: Mar Tirreno
SUD: Campania
EST: Abruzzo – Marche – Molise – isole Ponziane

Clima

Clima temperato, rilevanti differenze di temperature e umidità tra la fascia costiera e le zone più interne. Più accentuate le escursioni termiche sopratutto stagionali.

Denominazioni

DOCG: 3
DOC: 27
IGT: 6
DOP: 12
IGP: 8

Principali vitigni

Rossi: Sangiovese – Merlot – Ciliegiolo – Cesanese comune – Cesanenese d’affile – Montepulciano

Bianchi:  Malvasia del Lazio – Trebbiano toscano – Bellone – Pignoletto – Malvasia bianca lunga – Albarola – Malvasia bianca di Candia – Trebbiano giallo – Malvasia bianca

Morfologia

26% montagna, 54% collina, 20% pianura

Produzione

1.523 (hl/1000)

Superficie vitata

21.578 ettari

Produttori

121

I racconti

Vini, storie e ricette della tradizione regionale