Wineblogger, dal digitale alla “vecchia” carta

Di 20 settembre 2018Lombardia, Magazine
wineblogger

Il Wineblogger è quella figura controversa che con l’utilizzo di internet tende a strappare al mondo del vino la leadership dell’utilizzo della carta per la sua comunicazione.

Nell’era del digitale siamo sempre più abituati ad approcciarci al mondo utilizzando un pc, anche per il vino il meccanismo è lo stesso. Chi di voi non ha mai svolto una ricerca online alla scoperta di un determinato vino piuttosto che un’azienda o una curiosità sul mondo del vino?

Ho chiesto a Chiara Bassi, che ringrazio per la disponibilità, “wineblogger nostalgica” di poterle fare qualche domanda su uno dei suoi progetti che mi hanno incuriosito molto, per cercare di capire come la comunicazione digitale si possa fondere con la pubblicazione di una guida cartacea.

Chiara Bassi wineblogger

Chiara Bassi

Ciao Chiara, parlaci un po’ di te come wineblogger e di PerlageSuite?

Ciao Patrizio, innanzitutto grazie per questa intervista e piacere di conoscerti! 🙂

Beh io sono una “Wine Blogger anomala” perché, a differenza degli altri wineblogger, non ti dirò mai che PerlageSuite è nato per caso. Perlage Suite è un progetto solido, a tratti romantico e a tratti visionario, ma sempre concreto, che curo ogni giorno per raggiungere un obiettivo dopo l’altro, passo dopo passo.

La mia più grande passione è scrivere e amo aiutare le persone. Per questo fin da subito ho orientato il tema del blog alla didattica per aspiranti sommelier e per winelover che non hanno tempo, voglia o soldi di seguire i corsi e vogliono semplicemente ampliare le loro conoscenze nel mondo del vino.

Perlage Suite, come dice anche il nome, è vocato principalmente verso le bollicine italiane e straniere… ma parlo anche di vini fermi e di tutte le tipologie che mi piacciono. Tuttavia ci tengo molto a sottolineare che Perlage Suite non è un blog di recensioni di vini e cantine! Mi piace conoscere i produttori e degustare i vini, ma il cuore del blog resta la didattica!

A proposito… in questi giorni ho cambiato il logo e tutta la grafica di Perlage Suite dandogli un taglio più fresco… ti piace? 🙂

Una curiosità su di me che pochi sanno? Curo un wine blog didattico anche in Giappone, dove, tra una spiegazione e l’altra di come si fa il vino, parlo del nostro bellissimo paese, dei vini italiani e soprattutto di come abbinare il vino italiano alla cucina giapponese! Proprio ora stavo scrivendo un articolo sul Veneto per il mio pubblico Giapponese!

Cosa ne pensi della comunicazione del vino ai giorni nostri?

Domanda complessa! Oggi è in corso un ricambio generazionale nel mondo della comunicazione del vino piuttosto marcato, dove da un lato abbiamo i giornalisti vecchio stampo over 50, dall’altro abbiamo i giovanissimi instagrammer che hanno sì e no 25 anni e spesso non hanno nemmeno un blog.

Io mi sento un po’ nel mezzo e non solo perché ho 33 anni: Instagram lo uso da poco ed è un mezzo che mi piace, ma sul quale non mi sento di investire più di tanto perché sono a favore di investire solo su media proprietari come il blog. Poi sai, come web designer che ha un certo controllo sul web… mi tocca mordermi la lingua almeno 10 volte al giorno quando vedo una miriade di followers comprati qua e là e cantine che ci cascano come polli!

A fianco a certi soggetti però ci sono anche i veri Influencer del vino che hanno un seguito reale su Instagram e sugli altri Social Network. Poi ci sono gli influser… un sacco di figure insomma!

Penso quindi che la comunicazione del vino si è dovuta adattare all’ampliarsi del pubblico del vino stesso, trovando per ogni nuovo target ben definito una nuova figura affine. Per questo credo che tutti, influser, instagrammer, wineblogger e giornalisti siano assolutamente fondamentali nella comunicazione del vino contemporanea. Ognuno ha il suo pubblico e sono pubblici che si incrociano solo per un attimo.

Chi è ingessato verso le nuove forme di comunicazione del vino non ha capito il mercato del consumo del vino di oggi. Per questo credo che le aziende dovrebbero puntare sempre di più su una promozione più giovane e fresca dei loro vini, a patto di saper selezionare a chi rivolgersi.

Che cos’è 500 bolle in 500?

“500 Bolle in 500” è la mia Guida Vini Spumanti. “Da sempre desideriamo una guida vini spumanti fatta su misura per un winelover. Un libro così coinvolgente che ti fa immaginare di degustare quello che vedi e che leggi. Un oggetto che sia facile da consultare, senza un milione di simboli da imparare a memoria. E che sia leggero e comodo da portare nella borsa o nello zaino quando si viaggia. E così intelligente che sa rispondere a qualsiasi domanda che ti fai su quel vino, dai mesi sui lieviti al residuo zuccherino.

Con 500 bolle in 500 questa idea è diventata realtà. Ha tutto quello che chiedi a una guida vini spumanti, e molto di più”. La mia guida è fresca e social, al posto dei punteggi ho preferito usare le emoticon che usiamo ogni giorno su Facebook e Whatsapp. Più user friendly di così! Le prime 20 pagine le ho riservate alla didattica degli spumanti.

500 bolle in 500 guida vini spumanti 2018 wineblogger

500 bolle in 500 guida vini spumanti 2018

Come è nato e come hai realizzato il progetto?

Ti vorrei raccontare qualcosa di più romantico sulla nascita di 500 Bolle in 500… ma sarebbe una bugia! Il progetto è nato mentre ero in coda sull’A4 per andare al Vinitaly Stavo parlando al telefono con mio papà. La mia macchina stavo tirando definitivamente le cuoia, e stavo pensando di prendere una Fiat 500. Da lì l’idea di associare la macchina ai vini spumanti e creare una guida di sole 500 bollicine italiane.

Poi la follia visionaria: la guida con i suoi 29,7 cm x 13,2 cm è grande esattamente 1/10 della prima Fiat 500 del 1957. E con i suoi 25,30 € costa esattamente 1/10. Insomma, aspetto solo che Fiat entri ufficialmente nel parco Sponsor 🙂

Per realizzarla mi ha aiutato tantissimo mio papà… e la guida è tanto mia quanto sua. Non ci sarei mai riuscita senza di lui. Mio papà è il primo dei miei fan e a lui devo tutto quello che sono oggi. Lo amo infinitamente. Mi ha insegnato a credere in me stessa e nelle mie potenzialità, mi ha insegnato a lavorare sodo senza mai fermarmi.

E così è stato: ho assaggiato oltre 2000 bollicine provenienti da ogni angolo d’Italia per realizzarla. Ho scritto ogni degustazione, ho scelto cosa mettere… poi mi sono occupata del copy, della fotografia, della grafica e dell’impaginazione. Per fortuna so fare tante cose, a volte penso troppe.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Proprio ora sto lavorando all’edizione 2019 della Guida. E un nuovo grande sogno che si realizza: il libro cartaceo “Come diventare Sommelier – tutto quello che c’è da sapere in meno di 300 pagine” edito da PEPEblu e in vendita su Amazon Prime a partire dal 1 ottobre!

A fine settembre invece uscirà un videocorso sul vino per winelovers in collaborazione con un’azienda di Parma che sarà una figata atomica, ma per ora non posso dire altro! Nella mia cantina stanno fermentando diversi vini base… ma il taglio che ho scelto te lo svelerò solo a fine anno!

Nel frattempo non dimentichiamo che mi occupo di disegnare la comunicazione del vino online di diverse cantine vinicole e aziende che operano nel mondo del vino di ogni parte del mondo… quindi di sicuro tra i miei progetti c’è anche fare un intero mese di ferie, ma non so se ne sarei davvero capace.

Anteprima della copertina del nuovo libro di Chiara wineblogger

Anteprima della copertina del nuovo libro di Chiara

Come dice Chiara, l’ampliarsi del pubblico del vino ha portato a diversificare il modo di comunicarlo. Per questo motivo le figure come i wineblogger, influser, instagrammer, pur che seri, hanno trovato il loro spazio, affiancando i critici e giornalisti di settore che ancor oggi svolgono un compito indispensabile con l’unica diversità che consiste nel mezzo utilizzato.

Con questo Chiara ci ha dimostrato come anche ai giorni nostri si può sviluppare un progetto vincente utilizzando la carta, affiancandola e dandogli la stessa importanza che si dà ad un computer.

Chissà se mi permetterà di definirla “l’innovativa wineblogger nostalgica”?

I dati nel media kit wineblogger

I dati nel media kit

 

Leggi anche:

Influser, il futuro consapevole nella comunicazione del vino (qui)

Cambiare prospettiva, Il vino come esperienza (qui)

Esperienze polimateriche: la nuova comunicazione del vino (qui)

Perlage Suite (qui)

La guida “500 bolle in 500” (qui)