Vinitaly, il mio modo di vivere la transumanza

Di 7 aprile 2018Magazine, Veneto
Appunti vinitaly

Un’altra edizione del Vinitaly sta per sorgere all’orizzonte

Io come sempre mi arrendo all’invitante prospettiva di migliaia di bancarelle in stile ballarò attorniate da beoni finti esperti che si accalcano rozzamente.

Come dire di no? Scelta di cuore la mia, però sinceramente prendendo le giuste decisioni, al Vinitaly, riesco sempre a divertirmi.

“Ben felice di provare vini che non mi piacciono; sì perché in tal modo evito di comprarli” A.Paladini

Vinitaly

Vinitaly

Ecco la prima considerazione

che mi permette di apprezzare questo girone infernale: ci vado per divertirmi.

Fortunatamente non lo affronto per lavoro (in tal caso sì che lo vivrei male) ma per piacere personale insieme ad amici, inutile quindi utilizzare l’occasione per trarre chissà quale giovamento esperienziale, distendo i nervi.

Con lo spirito giusto

Diciamo da turista, mi prefisso quindi qualche produttore con cui ho voglia di fare due chiacchiere, piccole realtà ovviamente, per avere a che fare direttamente con chi suda nelle vigne e ti racconta il proprio lavoro, lasciandomi comunque massima libertà di gironzolare e farmi ispirare dal momento, muovendomi in direzione opposta alla transumanza.
Block notes alla mano e zainetto in spalla mi intrufolo come il visitatore medio senza nulla pretendere, evitando di litigare con chi è stato dotato di un equipaggiamento mentale alleggerito e soprattutto senza rompere le palle a chi sta lavorando, loro non li invidio.

Nelle Lange al Vinitaly

Nelle Langhe al Vinitaly

Provare il giusto numero di vini è molto importante

Evito di prefissarmi quantitativi irraggiungibili, ma sputando molto, voglio farmi una panoramica ampia della marea enoica disponibile al Vinitaly.

Evito le etichette blasonate che, oltre a essere la solita delusione, sono sempre arroccate dietro a orde barbare e sono ben felice di provare anche vini che non mi piacciono; sì perché in tal modo evito di comprarli! Ecco un bel consiglio che forse nessun ha ancora dato: spendo i miei soldi per i vini buoni e bevo alle fiere quelli che non mi piacciono, l’equazione mi porta a essere felice anche di trovare i vini da non comprare.

Conclusa la giornata

Un giro in centro a Verona di per sé vale sempre il prezzo del biglietto… e già che ci siamo, una mangiata (e bevuta) come si deve non può mancare nel ristorante che saggiamente ho già riservato, tanto poi il taxi si occuperà di riportarmi in albergo e il giorno dopo potrò rientrare a casa con tutta calma.
Amen.

Verona dopo Vinitaly

Verona dopo Vinitaly

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