Moscatello di Taggia, l’Ambrosia degli dei

Di 24 gennaio 2018Liguria, Prima il vino
L'ambrosia degli dei_Moscatello di Taggia

Il Moscatello di Taggia, un vino rinato dalla storia. La ricerca delle proprie origini abbinata alla passione di alcuni produttori ha fatto rinascere da un’unica Barbatella un vino ormai quasi sconosciuto.

“Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere. Charles Baudelaire”

Barbatella Moscatello di Taggia

Barbatella Moscatello di Taggia

Moscatello di Taggia

Il Moscatello di Taggia è da poco presente nei mercati, derivante da un antico vitigno della Liguria di Ponente e riscoperto dalla passione dei produttori di Ceriana (IM).

Un vino dal colore giallo paglierino che presenta i classici profumi fruttati e floreali del Moscato e  con un sapore dolce, fresco e persistente. Temperatura ideale di servizio 12°, perfettamente abbinabile a crostacei, molluschi e cucina di mare ma adatto anche a salumi e formaggi.

Ad oggi gli ettari di produzione sono quattro, per circa venti mila Barbatelle. La prospettiva è di una continua crescita tanto che quest’anno verranno impiantate altre quattordici mila Barbatelle con un aumento della superficie vitata di più di due ettari e arrivando a circa sette ettari di Moscatello di Taggia.

Grappolo Moscatello di Taggia

Grappolo Moscatello di Taggia pic by Rivieraprees

La storia

In passato:

Lo storico Alessandro Carrassale racconta che sin dal quattordicesimo secolo il Moscatello di Taggia era uno dei vini più conosciuti della riviera Ligure e che grazie al porto di Ventimiglia era esportato in tutto il Mediterraneo. Nel diciannovesimo secolo la Fillossera portava alla scomparsa di questo vitigno. Rimasero solo rari ceppi di questo vitigno, in alcuni filari dell’entroterra.

Ai giorni nostri:

Il progetto nasce in seguito alla curiosità derivata dalla lettura del libro di Alessandro Carassale “L’ambrosia degli Dei”, così alcune aziende hanno deciso di impegnarsi nella riscoperta di questi antichi vitigni del territorio. Nel 2002 è iniziato lo studio con un primo lavoro di osservazione e catalogazione delle varie piante del vitigno oggetto di studio.

Identificati i ceppi dai quali prelevare le prime uve, si passava negli anni seguenti alla fase di produzione sperimentale. Un rigido protocollo sulla raccolta e sul processo di vinificazione veniva applicato presso la cantina di Eros Mammoliti, con la consulenza tecnica dell’enologo Lorenzo Tablino.

Nello stesso tempo venivano propagate le prime piante presso il vivaio F.lli Obice di Santo Stefano Belbo (CN), specializzato nella produzione di Barbatelle di vitigni della famiglia “Moscato”.

Il progetto veniva quindi inserito dalla Regione Liguria nel Programma Regionale “Sviluppo e Qualità della Viticoltura Ligure”.

Gli studi ampelografici e genetici effettuati hanno portato all’individuazione e successiva propagazione di materiale sano, risultato importante per l’impianto di nuovi vigneti. I risultati ottenuti con le microvinificazioni hanno confermato la validità enologica del prodotto.

Nelle ultime vendemmie si è proceduto alla microvinificazione del Moscatello nelle varie tipologie per valutare le potenzialità enologiche del vitigno.

Finalmente nel 2011, dopo un impegnativo lavoro di ricerca storica e scientifica, si è riusciti ad inserire il Moscatello di Taggia all’interno della D.O.C. Riviera Ligure di Ponente.

Moscatello di Taggia

Moscatello di Taggia

I protagonisti

Sono tredici gli attuali produttori che fanno parte dell’Associazione Moscatello di Taggia. Questo ente è nato nel 2014 e ha sede nel convento dei padri Cappuccini di Taggia.

Il presidente Eros Mammoliti comunica inoltre che durante l’anno si associeranno altre 3 aziende.

L’associazione Moscatello di Taggia ha l’obbiettivo di valorizzare questo prodotto, di farlo conoscere e di promuovere anche l’importanza storica.

Per questi motivi si è dotata di un disciplinare di produzione più rigido della DOC, che regola la coltivazione, la vinificazione e controlla il prodotto prima di andare in commercio, tutto per garantire standard di qualità elevati.

Gli attuali associati sono:
  • Luciano Beranger – Taggia (IM)
  • Luca Calvini – Sanremo (IM)
  • Da Parodi S.S.A.– Castellaro (IM)
  • Paolo Donzella – Castellaro
  • Giacomo Ferrari – Terzorio (IM)
  • Podere Grecale – Sanremo (IM)
  • Azienda Agricola Mammoliti – Ceriana (IM)
  • Nicola Ribul – Santo Stefano al Mare (IM)
  • Walter Ribul – Santo Stefano al Mare (IM)
  • Antonio Zunino – Taggia (IM)
  • Donzella Sandro – Taggia (IM)
  • Lagazio Valentina – Terzorio (IM)
  • Vadalà Pietro – Terzorio (IM)
    Associazione produttori Moscatello di Taggia

    Associazione produttori Moscatello di Taggia

L’evoluzione negli anni

Il progetto del rilancio del Moscatello di Taggia nasce una decina di anni fa, da una sola pianta madre di oltre duecento anni.

Nel 2012 nasce la prima bottiglia DOC dell’azienda agricola Mammoliti versione secco e la produzione è stimata in centoquattordici bottiglie da 750 ml,

Un anno dopo esce la prima bottiglia DOC passito in bottiglie da 0.375, prodotto sempre dalla stessa azienda e la produzione si stima a duecentoquarantotto bottiglie nelle due versioni.

Successivamente all’azienda Mammoliti si associano anche le realtà Ferrari e  Parodi e nel 2014 la produzione si innalza a mille bottiglie da 0.750 ml in versione secco e centosessanta bottiglie da 0.375 ml di Passito di Mammoliti.

L’anno successivo le bottiglie di Moscatello di Taggia diventano circa tremila nelle tipologie secco, vendemmia tardiva e Passito.

Nel 2016 le bottiglie prodotte sono circa seimila, mentre nel 2017 ne andranno in commercio diecimila.

Bottiglie di Moscatello di Taggia pic by Riviera Time

Bottiglie di Moscatello di Taggia pic by Riviera Time

Il Moscatello di Taggia, un vino rinato dalla storia. La ricerca delle proprie origini abbinata alla passione di alcuni produttori ha fatto rivivere da un’unica Barbatella un vino ormai quasi sconosciuto.

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