“La Barbera è femmina!” tra vino e letteratura

Di 19 ottobre 2017Magazine, Piemonte
I protagonisti La Barbera è femmina!

“La Barbera è femmina!” per Marzia Pinotti, ed è così che ha intitolato il suo libro. Qualche settimana fa, Alessio dell’Osteria d’Alberto mi ha invitato ad un evento organizzato da Lui e da Luca Personeni del Bar “La Malpensata” di Mesenzana: “Tutti pazzi per la Barbera se poi è femmina…”

Serata enogastronomica e culturale, un mix tra cibo, vino e letteratura, alla scoperta del libro di Marzia. Evento interessante e piacevole, in compagnia di Walter Massa e Fabrizio Iuli, due dei sei produttori descritti nel libro.

“Il Vino è vita, la vita è un brivido che vola via, il Vino è tutto un equilibrio sopra la follia. Walter Massa.”

Walter Massa - Patrizio - Alessio D'alberto La Barbera è femmina!

Walter Massa – Patrizio – Alessio D’Alberto

Gli ospiti

Marzia Pinotti, viaggiatrice, sommelier ed enologa, divide la sua esistenza tra l’insegnamento, la scrittura e il viaggio. Ama definirsi wine-storyteller, narratrice di storie intorno al vino. Presenta il suo primo libro “La Barbera è femmina!”.

Walter Massa, vignaiolo indipendente. Dagli anni ’70 guida la cantina familiare “Vigneti Massa”. Vanta una proprietà di 23 ettari sulle colline di Monleale ed è riuscito a rilanciare il volto enologico di un intero territorio, quello dei Colli Tortonesi. Presenta due Barbera “Monleale” e la “Bigolla”.

Fabrizio Iuli, nato e sempre vissuto a Montaldo di Cerrina. Lavora i vini nella Cascina Iuli, secondo la tradizione Piemontese (con cemento e legno). Sfruttando le mineralità del suolo, crea vini che si bevono con facilità, non banali, eleganti, freschi. Presenta anche lui due Barbera “Rossore” e ”Barabba”.

Introduzione alla serata

Una presentazione dei tre ospiti ha aperto le “danze”. Una spiegazione della filosofia del libro ha lasciato posto ad un’interpretazione della vinificazione dei due produttori. “Il mondo del vino è vicino, ma in realtà molto lontano” dice Massa, per spiegare che un’analisi chimica dei mosti porterebbe agli stessi risultati. In realtà la differenza nella produzione del vino, derivante dalla stessa uva, dipende dal sole e dall’intervento dell’uomo. “Il vino è il vino e il sole è di tutti” continua Massa.

Iuli conferma la teoria spiegando che il “terroir” è l’insieme dei fattori che circondano il vino ma è la maestria del produttore a dargli la loro caratteristica. Ci troviamo in un delirio produttivo dove il consumatore deve uscirne vincente.

“La Barbera è femmina!”

La Barbera è femmina!

La Barbera è femmina!

Questo libro nasce dal primo amore enologico di Marzia Pinotti e dalla voglia di raccontare un’altra faccia del Piemonte. Regione conosciuta prevalentemente per la coltura del Nebbiolo, a discapito della Barbera, meno pubblicizzata.

La storia degli anni ’70 racconta di Barbera amare che non piacciono a nessuno. Anche Mario Soldati, nel suo libro “Vino al vino”, racconta la sua esperienza negativa di assaggio.  Negli anni ’90 si ha un’inversione di tendenza e si iniziano a produrre Barbera più strutturate e più ricercate. Dal libro di Soldati ad oggi la Barberà è stata come dimenticata se non per qualche apparizione su guide, riviste o blog. Questo probabilmente perché è spesso associata ad un vino “industriale”.

In realtà questo vitigno, essendo molto produttivo, permette una produzione più votata al commercio che alla qualità, ma contemporaneamente bisogna considerare che è un vitigno difficile da curare. Quindi per creare Barbera di un “certo carattere” ci vuole molto impegno. Nel libro di Marzia si intrecciano le storie di sei produttori che han fatto del Barbera un vino importante, con un’intervista immaginaria a Giacomo Bologna, che negli anni ’80 fece conoscere questo vitigno con il vino ”Bricco dell’Uccellone – Braida”. In conclusione “il produttore si rispecchia nel vino” dice Marzia, spiegando che il nome deriva dall’ambiguità tra la Barbera intesa come uva e il barbera inteso come vino, da questo “La Barbera è femmina!”.

La cena e i vini

Il servizio dell’Osteria è come sempre magistrale. Alessio, Max e tutto lo staff ti fanno sentire a casa.

La cena inizia con un risotto con quaglie arrostite e riduzione al Barbera, in abbinamento al Barbera del Monferrato DOCG “Rossore” di Cascina Iuli.

Risotto alle quaglie La Barbera è femmina!

Risotto alle quaglie

Piatto perfettamente bilanciato con una piacevole grassezza tipica di un riso ben mantecato, rafforzato dalla brasatura delle quaglie e smorzata sul finale dall’acidità della riduzione. Il vino dal colore rosso porpora presenta una buona consistenza e un olfatto intenso, con una media complessità di profumi ma ben distinti, che tendono al vinoso, fruttato ed erbaceo. Un gusto secco e abbastanza caldo, un tannino leggero con un buon equilibrio. Conclude il tutto con una buona persistenza in bocca. Per Tannini Setosi si aggiudica un punteggio di 87pts.

Rossore La Barbera è femmina!

Rossore Cascine Iuli

Prosegue poi con una seconda portata di Cappello del prete brasato, con croccante di polenta nostrana macinata a pietra e topinambur alla senape dolce, abbinato a Barbera “Monleale” Vigneti Massa.

Cappello del prete La Barbera è femmina!

Cappello del prete

Innanzitutto complimenti, davvero ottimo! Il brasato presentava una scioglievolezza invidiabile, data dalle lunghe cotture. Il sapore della marinatura conferisce un equilibrio armonico abbinate ai profumi delle spezie fresche. Il crostone di polenta smorza la succulenza e la sapidità. Il topinambur con la senape conferiscono una nota amarognola e piccante. Il vino si presenta nel bicchiere limpido di un rosso rubino. Al naso si nota subito un’intensità importante di una complessità di profumi fini notevole, che danno sul balsamico in primis per poi smorzarsi verso frutti abbastanza maturi, con note speziate ed eteree.  In bocca secco e sapido, un tannino importante ma vellutato con una lunghezza invidiabile. Si aggiudica 95pts

Monleale La Barbera è femmina!

Monleale Vigneti Massa

Infine è stata servita la terza portata di formaggi del Piemonte in quattro consistenze, abbinato al Barbera del Monferrato superiore DOCG “Barabba” Cascina Iuli e al Barbera “Bigolla” Vigneti Massa.

Formaggi in quattro consistenze La Barbera è femmina!

Formaggi in quattro consistenze

Formaggi e Barbera un binomio vincente. Diverse consistenze e diverse stagionature abbinate. I formaggi più freschi sono abbinati ad un vino limpido color rubino, con una buona complessità e finezza olfattiva tendente al fruttato, speziato ed etereo intenso. In bocca secco e abbastanza morbido, fresco e tannico al punto giusto. Decisamente persistente. Invece i più stagionati sono abbinati ad un vino di colore rubino, intenso e molto consistente. Al naso complesso e fine allo stesso tempo, che sprigiona balsamicità per lasciar spazio a profumi fruttati, floreali e minerali. In bocca fresco con un tannino setoso e una buona mineralità. Equilibrio intensità e persistenza elevati. Aggiudicandosi rispettivamente 82 e 92 pts.

Barabba La Barbera è femmina!

Barabba Cascine Iuli

In Conclusione

Alla scoperta di un vitigno spesso sottovalutato, rappresentato da dei testimonial d’eccellenza. Ancora una volta possiamo notare come il vino sia versatile e capace di abbinarsi non solo alla cena ma, come in questo caso, anche alla letteratura. Possiamo dire che “La Barbera è femmina!” ma non solo. Un vitigno e un vino di qualità spesso sottovalutato, abbinato sapientemente ad una cena importante e ad una spiegazione d’eccellenza, riescono a dar vita a momenti indimenticabili.

Bigolla La Barbera è femmina!

Bigolla Vigneti Massa

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