Quarto colore? Cos’è, da dove viene e come si abbina.

Calici orange wine quarto colore

Ultimamente si sente sempre più spesso parlare del quarto colore del vino. Un vero e proprio boom, gli Orange vanno ad affiancarsi per diritto ai fratelli maggiori rosso, bianco e rosé. Prodotti molto complessi e dalla grande struttura che a volte risultano difficili da capire e da apprezzare, ma che meritano una nota speciale.

Grappolo orange wine quarto colore

Grappolo di Ribolla di Oslavia

Gli Orange wine

Le origini di questi vini sono da ricercare in tempi passati. I produttori di oggi si trovano a “riscrivere le regole” di queste produzioni, prendendo come riferimento tecniche risalenti all’antica Roma, abbinate alle leggi della natura.

La base di questi prodotti è data da una coltivazione dedicata, priva di trattamenti chimici. Le fermentazioni avvengono naturalmente, senza refrigerazioni e senza l’inoculazione di lieviti. Si utilizzano strumenti come anfore di terracotta per la macerazione e dopo l’affinamento vengono imbottigliati senza essere filtrati. Le bottiglie vengono conservate verticalmente per permettere alle particelle organiche di depositarsi sul fondo. La lunga capacità di conservazione senza l’aggiunta di solfiti è dovuta alla accurata selezione di uve sane. In alcuni casi questi vini vengono serviti seguendo le fasi lunari.

Da dove viene il quarto colore

Questo stile, relativamente nuovo, consiste in una “vinificazione in rosso”. Solitamente la produzione di vini bianchi non prevede il contatto delle bucce con il mosto durante la fermentazione. Negli Orange wine, detti anche vini macerati, le bucce vi rimango per periodi più o meno lunghi, estraendo colore e tannini. Questo sistema conferisce al prodotto finale una struttura importante e quel caratteristico colore arancione che alcune volte tende all’ambra, ricordando quasi un vino passito.

 “Sono vini particolari che o li si ama o li si odia, esperimenti che a volte sono in grado di regalare grandi esperienze gustative. Paolo Zaccaria”

Anfore utilizzate per gli affinamenti di Orange wine quarto colore

Anfore utilizzate per gli affinamenti di Orange wine

E Oltre al colore…

Gli orange wine si differenziano in base alla durata della macerazione, alla tipologia di uva usata e alle tecniche di affinamento. Sviluppano profumi che ricordano note di miele e frutta matura. I sapori sono ampi e complessi come la struttura, importante e tannica. Per queste caratteristiche a volte si rendono difficili da capire e apprezzare. In più dobbiamo pensarli come prodotti “nuovi” a cui il nostro naso e il nostro palato non sono ancora abituati.

Dove si producono

I vini “arancioni” sono un’importante nicchia nella produzione enoica. Il territorio di origine è considerato la Georgia, per poi espandersi in Europa. I centri nevralgici della produzione interessano l’area nord Mediterranea, che si estende tra Slovenia, Italia, Croazia e Austria. Negli ultimi tempi le sperimentazioni di questi prodotti si stanno estendendo ad un area geografica sempre più ampia e in continua evoluzione.

Come si abbinano

Data l’aromaticità e la struttura, i vini dal quarto colore si abbinano ad una vasta gamma di pietanze. Accompagnano bene i piatti tradizionali locali, i piatti di pesce, preferibilmente crudo, e cucine etniche come ad esempio quella Giapponese. Possono inoltre essere sostituiti ai vini rossi per accompagnare piatti di carne come selvaggina, meglio se dai sapori forti come agnello e capretto.

Radikon Produttore orange wine quarto colore

Radikon Produttore di Orange wine

Un fenomeno modaiolo o la ricerca di un prodotto innovativo? In ogni caso il continuo aumento di produzione e di richiesta di questa tipologia di vino, ci porta ad aggiungere il quarto colore nel nostro bagaglio, in modo da poter valutare e discutere questa “nuova” tendenza, sempre più presente nei nostri calici.

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Associazione produttori Ribolla di Oslavia: qui

Paolo Zaccaria: qui