La verticale: lo stesso vino in annate diverse…

Di 5 ottobre 2017Magazine
Verticale Chateau Pape Clement annate

L’evoluzione e le caratteristiche delle singole vendemmie: l’esempio di Pape Clement.

Il titolo e la frase di apertura sembrano quelle di una tesi di laurea, ma non voglio essere dogmatico nel raccontarvi una bella degustazione a cui ho partecipato e da cui ho tratto alcune semplici considerazioni.

L’occasione è di quelle importanti

Sfoggio il miglior vestito e passo dal barbiere perché trascorrerò la serata in compagnia del direttore commerciale di Chateau Pape Clemant, che così si chiama perché storicamente i terreni sono appartenuti all’omonimo papa, il primo a rifugiarsi in Francia per paura di essere avvelenato a Roma, aprendo così il periodo della “cattività avignonese”; se fossi un po’ più devoto, passerei anche a confessarmi.

Noi però non siamo né ad Avignone né a Roma, siamo ancora una volta a Bordeaux, più precisamente nel Pessac.Leognan, pochi chilometri a sud dal centro urbano, dove il terreno ricco di ciottoli e ghiaia permette l’ideale evoluzione del Cabernet Sauvignon. Da questa favolosa zona chiamata più ampiamente graves, nascono capolavori come Chateau Haut Brion, uno dei soli cinque vini classificati come Premier Grand Cru Classe, ma questa è un’altra storia…

Durante la serata, mi trovo di fronte ad una favolosa selezione dei vini di Bernard Magrez che comprende nell’ordine, due bianchi e 5 rossi. Per i vini bianchi mi limiterò a dire che sono ottimi e che si dovrebbe scrivere un articolo esclusivamente ad essi dedicato; successivamente viene proposto il secondo vino rosso dello Chateau, poi finalmente arriva la verticale …

Cena a Chateau Pape Clement annate

Cena con Chateau Pape Clement

Chateau Pape Clement 2014, 2012, 2010 e 2005. Fantastique !

I bicchieri rivelano immediatamente delle differenze evidenti: i colori passano gradualmente dal rubino del 2014 al granato del 2005, tra tutti il 2010 risulta il più carico e denso.

Al naso e in bocca si avvertono in tutte quattro le annate le caratteristiche note minerali del territorio, una sorta di sentore di polvere di sparo, cerino, che si allunga nel palato come sfondo intrigante e avvolgente. Questa è di fatto l’unica caratteristica che immediatamente accomuna i vini. Per il resto stiamo parlando di quattro rossi ben distinti:

il 2014, incredibilmente già pronto e bilanciato, con un corpo presente e tannini decisi è anche delicato rispetto agli altri, è il più giovane e quello che dovrebbe avere la bocca meno pronta ed il naso più chiuso, invece è una bella sorpresa.

il 2012, al momento della degustazione è probabilmente il meno equilibrato, il lavoro fatto in cantina con l’uso delle barrique si avverte immediatamente, accompagna il naso e la bocca con note vanigliate e di tostatura, necessiterebbe di molto ossigeno per aprirsi e rivelarsi.

il 2010 è un monumento di maestosità. Da dimenticare in cantina per i prossimi 20-30 anni, lascia già trapelare quello che sarà: un susseguirsi di frutti e spezie che raggiungono i sensi accompagnati da tannini che diventeranno davvero setosi nel tempo e una tensione minerale con le tipiche note affumicate.

il 2005 è un vero classic Bordeaux, a dispetto del colore già evoluto, è ancora freschissimo con acidità piacevolmente vibrante. Eleganza allo stato puro, liquirizia e tabacco ammagliano al naso. In bocca è multidimensionale e riempie il palato, una favolosa espressione di questo magico territorio; per me il vincitore della serata.

Andrea e il direttore commerciale di Chateau Pape Clement annate

Andrea e il direttore commerciale di Chateau Pape Clement

La morale fiabesca a cui voglio arrivare, è la seguente:

Risulta evidente, anche da queste poche note di degustazione, che siamo di fronte a 4 vini profondamente diversi. Tale disuguaglianza è data, non solo dagli stati evolutivi in cui vengono degustati, ma anche dalle caratteristiche delle singole annate e delle loro interpretazioni; stiamo parlando quindi di clima e territorio.

Brevemente, nell’esempio dell’area geografica protagonista in degustazione: il 2014 ha visto un inverno mite con abbondanti precipitazioni ed un’estate alternata da alte e basse temperature; il 2012 ha fatto attendere tanti produttori per vedere la maturazione delle proprie uve; il 2010 ci ha regalato un’estate calda e soleggiata per vini potenti e complessi e infine il 2005 è spesso considerata come l’annata dalle perfette condizioni metereologiche per i Bordeaux.

Or dunque, il monito dedicato a tutti coloro che scelgono un vino, magari perché si ricordano di averlo già bevuto in precedenza… è di ricordarsi anche l’annata di siffatto vino in tale occasione! Dietro ad annate differenti dello stesso vino si nascondo prodotti diversi. Questo ovviamente vale in maniera accentuata nei grandissimi vini, ma si può ritrovare anche in quelli più semplici, che soffrono o giovano degli andamenti climatici delle stagioni e dalle interpretazioni che di volta in volta il produttore vuole dar loro. A tutto questo aggiungiamo poi l’evoluzione raggiunta!

Penso quindi di essere stato chiaro; non è cosa da poco, se si vuol sapere cosa stiamo bevendo, prestare l’attenzione dovuta alla data di vendemmia, perché per nostra fortuna, ogni vino, ogni anno nasconde una sorpresa diversa da scoprire.

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