Campagna “en primeur Bordeaux 2016”

Chateau Montrose

La regione del vino per eccellenza in questo periodo dell’anno è come sempre sotto i riflettori. Gli chateaux mettono in mostra i loro gioielli e si contendono una facoltosa clientela, sempre più pronta a fare follie seguendo indicazioni, giudizi e punteggi dei critici.

Siamo in piena campagna “en primeur Bordeaux 2016”, che permette agli amanti dei vini di questa regione, di entrare in possesso di blasonate etichette, con largo anticipo sul loro rilascio, che avverrà nel 2019, a prezzi (in teoria) vantaggiosi.

Ho avuto la fortuna ed il privilegio di essere sul posto poche settimane addietro, visitando i più prestigiosi Châteaux, per gli assaggi dei loro vini di questa annata eccellente.

Chateau Cheval Blanc

Concrete eggs a tulipano Chateau Cheval Blanc

Ecco alcune suggestioni e consigli…

Partendo dal presupposto che sintetizzare in poche righe il lavoro di un anno, in vigna ed in cantina di centinaia di produttori è una pretesa poco realistica, cerchiamo di trovare dei tratti distintivi della campagna “en primeur Bordeaux 2016”.

L’annata è stata particolarmente favorevole per il cabernet Sauvignon; la riva sinistra (Margaux, St Estephe, St. Julien, Pauillac, Graves) ha infatti giovato della sua perfetta maturazione e struttura; mentre la riva destra (st. Emilion, Pomerol) lo ha utilizzato, laddove possibile, anche nei vini da cui solitamente viene escluso.

Non è stato invece un anno particolarmente indicato per i vini bianchi. Sauvignon Blanc e Semillon non esprimono l’aromaticità e la tensione che hanno caratterizzato annate come la 2012.

Da molto produttori ho sentito la definizione di annata classica, perfetto riferimento a dei vini con minore potenza e corpo (caratteristiche amate da molti critici americani) che sottolinea invece l’eleganza, rintracciabile in una grandissima acidità e verticalità e che promette longevità invidiabile.

campagna en primeur Bordeaux 2016

Vigne sull’altura di Chateau Pavie che guardano il paese di St. Emilion

Scegliendo dal mazzo, segnalo alcuni vini che hanno fatto la differenza tra tutti e che, personalmente mi hanno entusiasmato.

La Conseillante 2016: note floreali e minerali al naso, di profonda struttura con una grande freschezza in bocca e lunghissimo finale. 80% Merlot, 40.000 bottiglie. Primo anno in cantina per la winemaker che passa completamente al biodinamico.

Mouton Rothschild 2016: Introspettivo e ancora chiuso al naso si rivela solido e preciso in bocca, perfettamente definito da un susseguirsi di strati e sensazioni. Molto complesso e lunghissimo. 83% Cabernet Sauvignon, 15% Merlot, 1% Cabernet France and 1% Petit Verdot. Completerà l’affinamento in 100% botti nuove per 18-22 mesi.

Pichon Longueville Comtesse de Lalande 2016: Grande mineralità e spezie al naso. Si rivela morbido ed ultra fine in bocca con tannini lineari e ben definiti. Finale fresco intenso e lungo. 75% Cabernet Sauvignon. 21% Merlot, 4% Cabernet Franc.

Montrose 2016: Intenso e già complesso al naso con frutta nera, olive nere e tabacco. Bocca densa e decisa dalla freschezza balsamica, in un crescendo che ammalia per struttura fino ad una chiusura lunghissima e pulita con intense note minerali.
68% Cabernet Sauvignon, 25% Merlot, 8% Cabernet Franc. 37% della produzione.

Al di là di queste grandissime etichette, che ovviamente non sono accessibili a tutti per i loro prezzi, Bordeaux 2016 ha prodotto ottimi secondi vini e qualche Château di secondo piano riesce a stupire con dei prodotti riuscitissimi e che trasmettono  tutta la storia e la vocazione di questa regione; ma perché non sognare…

Chateau Montrose 950 barriques

Bottaia di Chateau Montrose